Matera in due giorni: itinerario completo tra i Sassi e i sapori locali

Svegliarsi con la luce dell’alba che accarezza un groviglio di tetti in pietra, vicoli tortuosi e abitazioni scavate nella roccia è un’emozione che disorienta. Aprire la finestra in uno dei quartieri storici di Matera significa trovarsi di fronte a un paesaggio che sembra appartenere a un’altra era. Per assaporare davvero l’essenza di questa città, un fine settimana ben pianificato permette di bilanciare le lunghe camminate tra i rioni antichi con le pause necessarie per scoprire una tradizione gastronomica robusta e identitaria.

Giorno 1: Esplorazione e storia rupestre

Il punto di partenza ideale è Piazza Vittorio Veneto, la cerniera perfetta tra la città moderna e la vertigine dei rioni antichi. Da qui si scende verso il Sasso Barisano, la zona che si presenta oggi con portali scolpiti e un’atmosfera leggermente più signorile. Camminando sui basolati sconnessi, si raggiunge il Sasso Caveoso, il settore più antico e teatrale, disposto ad anfiteatro e affacciato direttamente sulla Gravina.

Spesso chi visita queste zone per la prima volta si perde volentieri tra le scalinate assecondando la conformazione naturale del terreno. Per capire la complessa ingegneria idraulica di questi luoghi, è fondamentale visitare il Palombaro Lungo, un’enorme e suggestiva cisterna sotterranea che garantiva l’approvvigionamento idrico all’intera comunità.

Nel pomeriggio, non può mancare una sosta a Santa Maria de Idris, la chiesa rupestre che domina lo sperone roccioso del Monterrone, e alla vicina chiesa di San Pietro Caveoso. Per comprendere le reali condizioni di vita dei contadini lucani fino alla metà del Novecento, entrare in una Casa Grotta tipicamente arredata, come quella di Vico Solitario, offre una prospettiva incredibilmente vivida.

Al calar del sole, quando i rioni si illuminano trasformando il paesaggio in un enorme presepe, arriva il momento della cena. Scegliere una tipica osteria ricavata nel tufo permette di assaggiare i celebri peperoni cruschi, dolci e resi croccantissimi dalla frittura, accompagnati dal rinomato pane di Matera dalla crosta spessa e da un piatto fumante di orecchiette fresche con le cime di rapa.

Giorno 2: Oltre i rioni, tra natura e misteri

La seconda giornata richiede un piccolo spostamento fuori dal centro abitato per ammirare l’insediamento nella sua interezza. Raggiungere il Parco della Murgia Materana al mattino presto regala la vista panoramica più famosa e fotografata in assoluto. Qui i sentieri attraversano un altopiano segnato da profonde gole, un ambiente dal fascino aspro che richiede un minimo di attenzione e passo sicuro.

Tornati sulla Civita, il punto più alto e antico della città, l’itinerario culturale prosegue con la Cattedrale di Matera, un imponente edificio in stile romanico-pugliese. Chi ama l’archeologia troverà nel Museo Nazionale Ridola una collezione preziosa di reperti preistorici e medievali. In alternativa, spostandosi di qualche chilometro, si può prenotare la visita alla Cripta del Peccato Originale, spesso definita la “Cappella Sistina dell’arte rupestre” per lo straordinario stato di conservazione dei suoi affreschi.

Consigli pratici per affrontare il saliscendi

Muoversi agilmente in un ambiente scavato nella pietra richiede un po’ di organizzazione tecnica:

  • Indossare scarpe da ginnastica con un buon grip o da trekking leggero (i ciottoli levigati dal tempo risultano scivolosi, specialmente al mattino presto).
  • Prenotare le visite guidate con largo anticipo, soprattutto per siti a capienza limitata come le cisterne e le cripte sotterranee.
  • Preferire zaini morbidi ed evitare i classici trolley pesanti se la struttura ricettiva si trova nel cuore dei rioni storici, poiché le infinite rampe di scale rendono il trasporto su ruote estremamente faticoso.

Tornare a casa dopo aver camminato per due giorni su tetti che fanno da pavimento alle case soprastanti lascia addosso una percezione dello spazio del tutto nuova. La stanchezza muscolare svanisce in fretta, ma la consapevolezza di come l’ingegno umano sia riuscito a trasformare un dirupo inospitale in un capolavoro di sopravvivenza cambia radicalmente il modo in cui guardiamo alle banali comodità delle nostre abitazioni moderne.

Redazione Vivendo News

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